giovedì, maggio 25, 2017

una paperina gialla riscalda il cuore

quando si lavano i piatti è di grande conforto avere accanto una papera gentile che regga la spugnetta









venerdì, maggio 12, 2017

La strana coppia

Siamo in Orange County, California.  In casa di Pam Ishiguro ci sono un Golden retriver di nome Barclay, Izzy - un incrocio tra chihuahua e terrier, e Rudy (4 anni) -anatra alfa di un gruppo di 7 pennuti.



Izzy non ha mai avuto un buon rapporto con le anatre: quando erano piccole provava ad assalirle, adesso che sono più grandi di lui Izzy ne sta alla larga.

Invece Barclay è diventato il miglior amico di Rudy. Anche se ogni tanto il rapporto è di amore e odio,
 e Rudy non perde occasione per affermare il suo essere superiore a tutti, salendo addosso a Barclay . Ma questo non dispiace al Golden retriver perché  gli dà la possibilità di dare un'annusatina strategica.

Rudy non vuole che Barclay si avvicini alle altre anatre, ma Barclay ama andare a pascolare il cibo delle anatre

Rudy vuole Barclay tutto per sé










martedì, maggio 09, 2017

Le papere di Maria



Qualcuno mi ha detto "sembra un'installazione, aspetta a toglierle"
Non sono mie, sono qui  solo di passaggio.
Sono le papere di Maria che non ho mai conosciuto. Una giovane donna passata di là con il suo piccolo appena nato.
Con affetto e con rispetto le ricollocherò presso un asilo, così che la gioia che daranno ad altri bambini possa consolare un poco quel giovane uomo che è rimasto solo Ma come si fa a consolare in questi casi?
ciao Maria.

sabato, maggio 06, 2017

fate del vostro bimbo un papero!

Lo sguardo allucinato di questo paperaccappatoio mi perplime.

sabato, aprile 29, 2017

Anatra in lattice

Al supermercato, nel reparto "giochi per il vostro cucciolo"
il suono che emette non è esattamente quello di un'anatra. Mah!

giovedì, aprile 27, 2017

Nero d'Avola Natale Verga


Come posso non rendere omaggio a un'etichetta come questa?

lunedì, aprile 24, 2017

I germani di Villa Taranto




"dove sei?"

"a Villa Taranto"
"Bella la Puglia"
"Villa Taranto è sul lago Maggiore, a Pallanza"


Le papere qui sopra riposavano tra una peschiera e l'altra. Qui sotto una vista della peschiera di Villa Taranto


domenica, aprile 09, 2017

Big Duck alla Design week di Milano

Fotografia scattata alla Triennale di Milano
a gigantesca Rubber Duck viene elevata allo stesso rango dell'Arte

martedì, marzo 28, 2017

molti manifestanti in Russia hanno mostrato delle papere di gomma

Di solito trovo le notizie  inerenti a papere, anatre&c. nelle pagine di cronaca locale.
Stavolta, con mia grande sorpresa sono nella politica estera. Sono rimasta un po' perplessa e ne ho cercato la spiegazione.



Domenica 26 marzo migliaia di persone sono state protagoniste di una manifestazione non autorizzata contro la corruzione del governo lungo le strade delle principali città russe, da Vladivostok a San Pietroburgo, fino alla capitale Mosca (dove circa in ottomila sono scesi in piazza).
Le ragioni delle manifestazioni erano contenute in uno video diffuso dalla “Fondazione contro la corruzione in Russia”, che dimostrava come il primo ministro Dmitri Medvedev, fedele scudiero del presidente Vladimir Putin, ha accumulato una fortuna miliardaria tra possedimenti terrieri, ville, yacht. Simbolo della protesta, delle papere di gomma, rappresentazione ironica di un allevamento di anatre, uno di quei possedimenti discussi derivanti dal frutto di anni di corruzione.

mercoledì, marzo 15, 2017

Le Oche vanno all'università

Questa notiziuola è troppo bella per lasciarmela scappare.
Riguarda l'università di Cambridge e le sue oche, o meglio lo scontro tra gli studenti che si oppongono alla riduzione del numero dei palmipedi, e la direzione che deve far fronte alla montagna di cacca paperesca.
Ecco l'articolo uscito sul Corriere della sera del 13 marzo:
Usando il linguaggio gergale, si potrebbe dire che l’università di Cambridge non è un posto per «oche», pensando a ragazze di scarso talento e di inadeguata preparazione. Ma da qualche giorno, pare che il prestigioso ateneo non sia un posto adatto a questi palmipedi in senso letterale. Perché al King’s College, uno dei 31 collegi del campus, le oche arrivate qualche anno fa sono diventate un esercito. Si nutrono dell’erba dei prati distruggendone il manto soffice e regolare e soprattutto lasciano ovunque tracce del proprio passaggio. Per questo i responsabili del mantenimento del college hanno iniziato a ragionare su un processo di contenimento della specie.
Oche canadesi si abbeverano a una pozza nei pressi del King's College
Da Gandhi ai topi
Quando però la notizia è trapelata ed è arrivata alle orecchie degli allievi, questi ultimi hanno reagito prima con una lettera accorata e ora con una vera e propria petizione. Nella missiva, indirizzata ai responsabili del collegio, si segnala che anche Gandhi sosteneva l’importanza della convivenza tra esseri umani e animali, mentre la petizione gioca su carte più concrete, parlando di un crimine che non va perpetrato. Da parte sua Philipp Isaac, responsabile delle questioni strutturali del College fondato da Enrico VI nel 1441, ha puntualizzato al Guardian che nessuno ha mai mosso un dito per difendere la comunità di topi, che aveva trovato modo di riprodursi in sovrannumero. Perché, si è chiesto, tanto problemi per le oche? A suo parere gli animali vanno ridotti perché il loro numero eccessivo ha un’incidenza sullo stato dei prati e dei giardini del college e perché stare dietro alle pulizie diventa davvero molto complicato.
Lo sfratto
Ragioni che gli studenti non vogliono sentire. Un quarto del corpo studentesco ha sottoscritto la petizione, che chiede che gli animali siano trattati con rispetto, perché sono esseri «senzienti», che meritano attenzione e hanno un valore intrinseco. Uccidere le oche, ovviamente, non è un’opzione da considerare e del resto neppure i vertici del King’s College lo avevano fatto. Per ridurre la popolazione starnazzante si erano definiti altri sistemi, come ad esempio la cattura dopo aver piazzato gabbie con il mais sedativo e poi l’allontanamento. Al momento alcuni inservienti se ne vanno in giro con il buio, portando delle torce a laser per spaventare i pennuti e metterli in fuga, ma pare che gli effetti siano ridotti.
Il verso dell’oca
L’altra ipotesi che è stata considerata prevede di installare un amplificatore che diffonda periodicamente il suono di un’oca sofferente, in modo da spingere le sue simili a cambiare zona, nel timore di incorrere nella sua stessa sorte. Un’idea che probabilmente avrebbe un impatto sulla quiete del luogo peggiore di quello prodotto al momento dal nugolo di oche che passeggiano vicino alle antiche mura. E che, a giudicare dalla petizione, non disturbano i giovani studenti, che anzi trovano i palmipedi di compagnia e sono abituati a vederli gironzolare. Un piacere non condiviso dagli inservienti, costretti a rincorrere gli animali o a inseguirli tra vialetti e prati per raccogliere le deiezioni. In modo da lascianre i giardini puliti e comodi, per gli allievi che cercano uno spazio agreste dove riposare e studiare.
e questo è il link all'articolo del Guardian dell' 11 marzo

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