giovedì, maggio 24, 2018

D.C. Duck Race 2018


E sempre a proposito delle Duckrace il 26 maggio tra le 11 e le 15 (le paperine se la prendono comoda!) ha luogo la corsa delle papere gialle nel fiume Anacostia di Washington, D.C.’
Se volete saperne di più andate qui

mercoledì, maggio 23, 2018

La Rubber Duck Race dei Simpson

Primavera, si scatenano le Rubber Duck Race, specialmente nei paesi anglosassoni
godetevi la  corsa delle papere dei Simpson
non avete idea di cosa sia una Rubber duck race?qui trovate una spiegazione e qui trovate i miei precedenti post sulle rubber duck race

Parma: si tinge di giallo la tragica fine dell'oca Molly e delle sue 12 uova

Parma: Un’altra oca è stata trovata morta nel laghetto del Parco Ducale. Trovata con la schiena scarnificata tanto da farne vedere le ossa, e la faccia insanguinata, piena di mosche e formiche. E delle sue 12 uova ne restava solo una, con i resti dei gusci di altre due. A scoprire il cadavere è stata la volontaria animalista Francesca Masia che quotidianamente si occupa di questi animali e che rientrava dopo due giorni per rifornire di cibo l’isolotto.
Uccisione o morte naturale che ha visto poi il corpo depredato da corvi o rapaci? Al momento resta un giallo, come restano misteriose le morti di altri tre esemplari che vivono in quel laghetto tenebroso, dal fascino gotico e romantico, voluto seguendo le mode inglesi dalla duchessa Maria Luigia.
Chi ha ucciso Molly, l’oca bianca del Campidoglio che viveva lì da 4 anni? 
Secondo Francesca Masia, la volontaria che quotidianamente si occupa di accudire queste oche e cigni, le dinamiche della morte potrebbero risalire a diverse piste. Se in cuor nostro tutti vorremmo che fosse stato un corvo, un altro predatore, o un falco, come quello che vive nella chiesa di San Giovanni, che poi ha trasportato nel suo nido le uova della povera Molly, ci si potrebbe invece trovare davanti anche a una “rapina”. “Ci sono state infatti – spiega Francesca – 3 o 4 uomini che sono venuti a chiedermi se potevano prendere le uova per mangiarle, trovandosi con famiglia e figli e in forti ristrettezze economiche. Risposi che non erano animali da allevamento e che il consumo delle uova poteva non essere commestibile” ma forse la disperazione poi ha avuto la meglio e quella dozzina di uova ingolosivano troppo. Non necessariamente una morte violenta però, le oche infatti sono facilmente soggette a infarto se in situazione di forte stress o spavento; o dolore, per la perdita delle proprie uova. Altrettanto preoccupante è anche lo scenario che vedrebbe un abitudinario frequentatore del parco, spesso trovato sotto effetto di alcool, che in più occasioni avrebbe minacciato di far del male alle oche per dispetto nei confronti della volontaria. Nessuna accusa concreta, chiarische Francesca, solo un pensiero che non poteva che balenare in testa.
Come spiega ancora la volontaria- ormai riconosciuta e autorizzata dal Comune di Parma per accudire questi animali e a cui è stato anche assegnato un piccolo magazzino per tenere cibo e attrezzature necessarie – “si è creato, in questi 5 anni da quando mi occupo degli animali del laghetto, un equilibrio tra tutti gli animali. Quando è il periodo di cova sposto le uova in mezzo all’isolotto e nessun altro animale a parte la madre si avvicina. Trovo molto strano quindi quello che è successo”.
L’anno scorso, a settembre, era stata trovata morta invece Duchessa, l’oca cignata. Anche lei per un trauma violento, andata probabilmente a sbattere contro il muretto della vasca mentre tentava di scappare, forse da qualcuno che voleva accarezzarla o addirittura prenderla. E’ un ipotesi che trova dei fondamenti conoscendo i comportamenti e le reazioni di questi esemplari, schivi all’umano, aggressivi anche se si sentono minacciati, ma fondamentalmente pacifici e che riescono ad instaurare legami affettivi molto profondi con gli altri, tanto da farle morire di dispiacere per la morte della compagna. Poco dopo Duchessa anche Romeo è morto con un brutto occhio tumefatto. E’ seguita la morte di Nana, l’anatra colorata, a novembre, e ora Milly. Ma nel passato si ricordano altre morti violente, come quella del cigno Pippo, trovato con un enorme amo da pesca in gola, un amo non usato generalmente dai pescatori che fa temere così che l’obiettivo della violenza fosse proprio il povero cigno.
Ora nel laghetto restano Miolò, oca del Campidoglio, e Coccinella, oca de Nilo; l’anatra Sumira e Tosca, l’oca egiziana arrivata a Pasqua, non si sa come o portata da chi. Essendo animali socievoli, e trovandosi due vedove tra le oche, è intenzione delle associazioni ambientaliste e di Francesca cercare di trovare qualcuno che possa donare altri esemplari per ravvivare questo lago, diventato uno dei pochi angoli naturali del centro dove si possono ammirare ancora gli animali liberi e che, anche se non nel loro habitat naturale, (anche se nella storia il laghetto è sempre stato popolato dai cigni) vengono curati e accuditi e possono vivere una vita dignitosa. Anche gli animali costituiscono il patrimonio di una città, il loro benessere è decoro e gioia agli occhi. Se non fosse per le persone incivili e violente, che vogliono guastare l’immagine di Parma, di una città e dei suoi cittadini.
Altro problema restano le tartarughe, spesso abbandonate nei laghetti cittadini e anche qui. Quando le persone se ne sbarazzano dopo che sono diventate troppo grandi, ignorando come la tartaruga instauri un legame affettivo coi padroni e con la sua “casa”, questi animali si trovano a dover vivere principalmente di quello che i cittadini lanciano in acqua per carità, spesso però viene dato loro il pane, che se ingerito da questi carapaci, provoca una disfunzione dei reni con la precoce e dolorosa morte. Per le tartarughe infatti, essendo carnivore, sarebbe meglio portare quindi alimenti come crocchette per cani e gatti o pezzi di prosciutto e salumi.

martedì, aprile 17, 2018

Mamma papera e i paperini a spasso per Roma

Da un po' di tempo i quotidiani, quelli che una volta erano autorevoli e stipendiavano veri giornalisti, pescano a man bassa da youtube, faceboock, instagram e compagnia bella, per riempire gratis ile loro pagine online.
E così anche io uso il loro materiale senza troppe remore.
Inoltre,  visto che per vedere un filmato fatto da due simpatiche ragazze romane devo pure sorbirmi qua la loro pubblicità, non citerò neppure la testata nazionale che ha copiato questo filmato dal faceboock di una delle due ragazze.
Purtroppo non era citato il nome dell'autrice che rimane ignoto.
Allora, finiti i preamboli di che si tratta?
Mamma papera e i suoi velocissimi paperini a spasso su un marciapiede romano. Perché siano lontane dall'acqua e dai prati  e come siano finite a fare le pedone non si saprà mai!



lunedì, marzo 19, 2018

dove vanno le anatre di Central Park?

«Sa le anitre che stanno in quello stagno vicino a Central Park South? Quel laghetto? Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa, per caso?»


lunedì, marzo 12, 2018

Primavera d'intorno brilla nell'aria e per li campi esulta sì che a mirarla intenerisce il core

Se vi state chiedendo dove avete già sentito il titolo di questo post... è una poesia del Leopardi.
Se anche voi siete solleticati, e non avete requie finché non ve la ricordate tutta, si Intitola Passero solitario. Delle anatre marzaiole trovate alla fine della poesia.
Eccola:

D'in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finchè non more il giorno;
Ed erra l'armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell'aria, e per li campi esulta,
Sì ch'a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.

Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de' provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno ch'omai cede la sera,
Festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
Odi spesso un tonar di ferree canne,
Che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
La gioventù del loco
Lascia le case, e per le vie si spande;
E mira ed è mirata, e in cor s'allegra
. Io solitario in questa
Rimota parte alla campagna uscendo,
Ogni diletto e gioco
Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
Steso nell'aria aprica
Mi fere il Sol che tra lontani monti,
Dopo il giorno sereno, 
Cadendo si dilegua, e par che dica
Che la beata gioventù vien meno.

Tu solingo augellin, venuto a sera
Del viver che daranno a te le stelle,
Certo del tuo costume
Non ti dorrai; che di natura è frutto
Ogni nostra vaghezza
A me, se di vecchiezza
La detestata soglia
Evitar non impetro,
Quando muti questi occhi all'altrui core,
E lor fia voto il mondo, e il dì futuro
Del dì presente più noioso e tetro,
Che parrà di tal voglia?
Che di quest'anni miei? Che di me stesso?
Ahi pentiromi, e spesso,
Ma sconsolato, volgerommi indietro.

La primavera è nell'aria, lo sanno bene gli uccelli migratori, a testimonianza ecco che in Liguria, nei pressi di Lavagna, si segnala l'arrivo di un piccolo stormo di anatre.
Arrivato in questi giorni alla foce del fiume Entella, uno stormo di anatre marzaiole indica l’arrivo dei primi uccelli migratori.
La Marzaiola prende il nome da marzo, il mese in cui arriva in Italia, compiendo una caratteristica rotta di migrazione circolare: è infatti in primavera che risale sorvolando prima il deserto del Sahara e successivamente il Mediterraneo centrale, i Balcani e l’Italia – dove nidifica soprattutto in Pianura Padana – fino all’Europa centrale. Acquattata in acque poco profonde e a ridosso della vegetazione palustre, la si può osservare mentre spicca il volo, verticale e repentino: improvvisamente può abbassarsi a pelo d’acqua per poi risalire velocemente, caratteristica propria delle anatre di superficie, quelle, cioè, che immergono solamente la testa per nutrirsi ed evitano di andare sott’acqua completamente.
Grande amante dei cieli, la Marzaiola durante la migrazione forma stormi di grandi dimensioni in formazione a nuvola, che si muovono compatti e coordinati. Lunga circa 40 centimetri, il maschio in abito nuziale presenta il corpo finemente screziato di bianco e la caratteristica macchia a forma di mezzaluna che va dall’occhio alla nuca. Un’ampia macchia bianca delle ali, il cosiddetto ‘specchio alare’, viene messo in bella mostra durante le parate nuziali. Altri comportamenti di corteggiamento vedono varie posture, con i maschi che, anche in più esemplari, girano attorno alla femmina, sollevando il peto gonfio o rovesciano il capo sul dorso con il becco all’indietro. Il nido viene costruito sul terreno tra l’erba alta o nei canneti in prossimità dell’acqua e imbottito di fili d’erba e di piume che la femmina si strappa dal petto; vengono deposte 8-12 uova che la femmina cova, mentre il maschio la protegge. Quando, infatti, la femmina si allontana dal nido per nutrirsi o lavarsi, il maschio la accompagna, allontanando altri maschi, così come sono stati osservati comportamenti da sentinella quando la femmina è alla cova nel nido, anche con azioni di distrazione nei confronti dei predatori.
Come tutti gli anatidi, anche questa specie si nutre prevalentemente di vegetali, integrando la dieta anche con piccoli animali acquatici, come insetti, larve, girini, avannotti. Piuttosto pigra, trascorre la giornata riposando e dormendo, mentre è nelle ore del crepuscolo che si attiva per la ricerca del cibo. Dal punto di vista ecologico, la specie gode di uno stato di salute negativo. Tra i fattori che la minacciano c’è il degrado degli ambienti naturali e l’aumento dell’aridità, la distruzione dei nidi con lo sfalcio dell’erba e soprattutto l’apertura anticipata della caccia all’inizio di settembre che causa l’abbattimento di individui che si sono riprodotti in loco, limitando la colonizzazione naturale. Una frequente causa di morte è inoltre dovuta all’avvelenamento da pallini da caccia, ingeriti inavvertitamente dall’animale quando mangia.
(l'articolo è tratto da il levante.it)

vi state chiedendo se l'avete mai vista, l'anatra marzaiola?
ecco il maschio



ed ecco la femmina


martedì, dicembre 19, 2017

le papere della Beppa son tornate a Serravezza


Serravezza è un paese in provincia di Lucca, si trova all'interno di una piccola valle percorsa da due torrenti, il Serra ed il Vezza, che scendono dalle Alpi Apuane: unendosi, danno vita al fiume Versilia.
Su una sponda del torrente Vezza nel maggio del 2017 è stato posto questo gruppo scultoreo che io, ovviamente apprezzo molto.
Si tratta di un'opera di Bruno Tessa realizzata da Luciano Pera marmista di Pietrasanta.
Racconta Tessa: «Quando ero piccolo, per noi bambini del centro di Seravezza era uno spasso assistere ogni giorno a questa sorta di transumanza delle papere di Torcicoda verso la riva del fiume. Scendevano seguendo il canaletto, poi giù lungo il poggio, nei pressi della Parigina, da dove poi risalivano con incredibile puntualità, ogni pomeriggio alle cinque e mezzo, per rientrare alle rispettive “abitazioni”. È l’immagine di una Seravezza che non c’è più, che ho avuto piacere di riproporre in questa forma per lasciarne una testimonianza visiva a beneficio di tutti».
Mamma papera seguita dai suoi dieci paperini è stata così immortalata nel marmo delle apuane


venerdì, agosto 11, 2017

La corsa delle papere (duck race) a Ponte di Catagnana

DOMENICA 20 AGOSTO alle ore 16 al Ponte di Catagnana (Barga)
Tutto pronto a Ponte di Catagnana, piccola frazione barghigiana, porta di ingresso alla montagna ed all’Appennino, per uno dei più originali ed anche insoliti eventi dell’estate barghigiana: papere (di plastica) in corsa per aiutare l’associazione che lotta per la difesa dei diritti degli animali L’arca della Valle con una vera e propria gara che coinvolgerà oltre 200 paperelle di plastica, impegnate in una speciale corsa lungo le “rapide” del Corsonna, sotto il ponte che da il nome al paese.
La Corsa delle papere è al suo quarto anno di vita e quest’anno si raccoglieranno fondi, dopo quelli rper il decoro urbano del paese, per dotare la frazione di un defibrillatore, per aiutare la Misericordia del Barghigiano, anche per aiutare gli animali in difficoltà.
L’evento è organizzato dal locale pubblico del paese, Sosta de’ Diavoli con il rinforzo della comunità di Ponte di Catagnana. La corsa delle papere si terrà domenica 20 agosto con inizio alle 16 e con possibilità di partecipare anche ad una cena su prenotazione. Come gli altri anni si attendono centinaia di curiosi in attesa di veder correre le piccole paperelle gialle lungo il torrente. In palio premi per il primo, secondo e terzo posto

giovedì, giugno 29, 2017

in Puglia anche le anatre vanno al mare

Le anatre si sono trasferite a Santo Spirito.


Leggo un trafiletto su repubblica:
Una ventina di esemplari di germani reali e qualche papera italiana da tre anni popolano pacificamente il quartiere sul mare a nord di Bari. Scorrazzano libere per strada, si mettono in coda davanti al negozio del pesce in attesa di cibo e sono perfettamente a loro agio tra gli abitanti.
Le anatre, inizialmente quattro-cinque si sono adattate all'ambiente fondando una piccola colonia sul lungomare di Santo Spirito.
Amatissime da bambini e turisti, sono divenute in poco tempo un'attrazione per chi arriva nel quartiere. Gli abitanti le hanno adottate dando loro nomi, cure e una cuccia per ripararsi
Beh, in Cornovaglia avevo visto i gabbiani mettersi in fila per le patatine fritte...

domenica, giugno 25, 2017

Non tutti amano le papere

Se passate sulla sponda veronese del Lago di Garda, prima di buttare le briciole del vostro panino a una papera, verificate bene in che paese vi trovate: se avete la sfortuna di esservi fermati a Torri del Benaco state in guardia, potreste essere insultati da una vigilessa locale, come è capitato alla signora dell'articolo  che riporto qui sotto


Non gli è bastato essere messo in ridicolo davanti al mondo intero per aver ordinato di raccogliere la pipì dei cani dalla strada – si legge in una nota di AIDAA -, ne per altre amenità per le quali ogni anno ci occupiamo di Stefano Nicotra sindaco di Torri del Benaco che stavolta ha di fatto attraverso la sua vigilessa proibito a una donna di 84 anni Aida Francesca Tomei di dare da mangiare alle anatre che si trovano sulle rive del lago di Garda. Da quanto ci hanno segnalato la vigilessa avrebbe insultato davanti a tutti la donna di 84 anni che stava dando da mangiare alle anatre e ai cigni del lago la quale avendo chiesto di mettere nero su bianco il divieto con un verbale veniva ulteriormente offesa e redarguita dalla vigilessa che non si degnata però di verbalizzare. Insomma una vera e propria denuncia quella inviata ad AIDAA della signora Tomei contro il primo cittadino del paese della sponda veronese del lago di Garda accusato non solo di insensibilità verso gli animali e di mancare di rispetto alle persone anziane, ma anche di essere diretto responsabile per omessa messa in sicurezza della sparizione e forse della morte di due piccoli di cigno le cui uova erano state segnalate in zona non protetta della spiaggia di Torri questione quest’ultima per la quale il presidente di AIDAA sta valutando la denuncia ai carabinieri forestali. “Ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori, ma una somma di idiozie messe in fila indiana come quel sindaco di Torri e dei suoi dipendenti mi mancava davvero- commenta Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- e ora da questo primo cittadino ci aspettiamo le scuse formali alla signora cosi come da parte della vigilessa, scuse che se non dovessero arrivare entro domenica accompagnate dall’autorizzazione a dar da mangiare alle anatra e ai cigni del lago saranno la causa di una campagna di boicottaggio contro il turismo a torri del benaco a livello questa volta internazionale. Si sono scelti un idiota come primo cittadino- conclude Croce- sappiano di chi sono le colpe qualora quest’estate fioccheranno le disdette per case ed alberghi”.
fonte:  http://www.meteoweb.eu/2017/06/torri-benaco-aidaa-il-sindaco-proibisce-a-una-nonnina-di-dar-da-mangiare-alle-anatre/922238/#5v3GG3lJ5rio5ViY.99

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