sabato, aprile 29, 2017

Anatra in lattice

Al supermercato, nel reparto "giochi per il vostro cucciolo"
il suono che emette non è esattamente quello di un'anatra. Mah!

giovedì, aprile 27, 2017

Nero d'Avola Natale Verga


Come posso non rendere omaggio a un'etichetta come questa?

lunedì, aprile 24, 2017

I germani di Villa Taranto




"dove sei?"

"a Villa Taranto"
"Bella la Puglia"
"Villa Taranto è sul lago Maggiore, a Pallanza"


Le papere qui sopra riposavano tra una peschiera e l'altra. Qui sotto una vista della peschiera di Villa Taranto


domenica, aprile 09, 2017

Big Duck alla Design week di Milano

Fotografia scattata alla Triennale di Milano
a gigantesca Rubber Duck viene elevata allo stesso rango dell'Arte

martedì, marzo 28, 2017

molti manifestanti in Russia hanno mostrato delle papere di gomma

Di solito trovo le notizie  inerenti a papere, anatre&c. nelle pagine di cronaca locale.
Stavolta, con mia grande sorpresa sono nella politica estera. Sono rimasta un po' perplessa e ne ho cercato la spiegazione.



Domenica 26 marzo migliaia di persone sono state protagoniste di una manifestazione non autorizzata contro la corruzione del governo lungo le strade delle principali città russe, da Vladivostok a San Pietroburgo, fino alla capitale Mosca (dove circa in ottomila sono scesi in piazza).
Le ragioni delle manifestazioni erano contenute in uno video diffuso dalla “Fondazione contro la corruzione in Russia”, che dimostrava come il primo ministro Dmitri Medvedev, fedele scudiero del presidente Vladimir Putin, ha accumulato una fortuna miliardaria tra possedimenti terrieri, ville, yacht. Simbolo della protesta, delle papere di gomma, rappresentazione ironica di un allevamento di anatre, uno di quei possedimenti discussi derivanti dal frutto di anni di corruzione.

mercoledì, marzo 15, 2017

Le Oche vanno all'università

Questa notiziuola è troppo bella per lasciarmela scappare.
Riguarda l'università di Cambridge e le sue oche, o meglio lo scontro tra gli studenti che si oppongono alla riduzione del numero dei palmipedi, e la direzione che deve far fronte alla montagna di cacca paperesca.
Ecco l'articolo uscito sul Corriere della sera del 13 marzo:
Usando il linguaggio gergale, si potrebbe dire che l’università di Cambridge non è un posto per «oche», pensando a ragazze di scarso talento e di inadeguata preparazione. Ma da qualche giorno, pare che il prestigioso ateneo non sia un posto adatto a questi palmipedi in senso letterale. Perché al King’s College, uno dei 31 collegi del campus, le oche arrivate qualche anno fa sono diventate un esercito. Si nutrono dell’erba dei prati distruggendone il manto soffice e regolare e soprattutto lasciano ovunque tracce del proprio passaggio. Per questo i responsabili del mantenimento del college hanno iniziato a ragionare su un processo di contenimento della specie.
Oche canadesi si abbeverano a una pozza nei pressi del King's College
Da Gandhi ai topi
Quando però la notizia è trapelata ed è arrivata alle orecchie degli allievi, questi ultimi hanno reagito prima con una lettera accorata e ora con una vera e propria petizione. Nella missiva, indirizzata ai responsabili del collegio, si segnala che anche Gandhi sosteneva l’importanza della convivenza tra esseri umani e animali, mentre la petizione gioca su carte più concrete, parlando di un crimine che non va perpetrato. Da parte sua Philipp Isaac, responsabile delle questioni strutturali del College fondato da Enrico VI nel 1441, ha puntualizzato al Guardian che nessuno ha mai mosso un dito per difendere la comunità di topi, che aveva trovato modo di riprodursi in sovrannumero. Perché, si è chiesto, tanto problemi per le oche? A suo parere gli animali vanno ridotti perché il loro numero eccessivo ha un’incidenza sullo stato dei prati e dei giardini del college e perché stare dietro alle pulizie diventa davvero molto complicato.
Lo sfratto
Ragioni che gli studenti non vogliono sentire. Un quarto del corpo studentesco ha sottoscritto la petizione, che chiede che gli animali siano trattati con rispetto, perché sono esseri «senzienti», che meritano attenzione e hanno un valore intrinseco. Uccidere le oche, ovviamente, non è un’opzione da considerare e del resto neppure i vertici del King’s College lo avevano fatto. Per ridurre la popolazione starnazzante si erano definiti altri sistemi, come ad esempio la cattura dopo aver piazzato gabbie con il mais sedativo e poi l’allontanamento. Al momento alcuni inservienti se ne vanno in giro con il buio, portando delle torce a laser per spaventare i pennuti e metterli in fuga, ma pare che gli effetti siano ridotti.
Il verso dell’oca
L’altra ipotesi che è stata considerata prevede di installare un amplificatore che diffonda periodicamente il suono di un’oca sofferente, in modo da spingere le sue simili a cambiare zona, nel timore di incorrere nella sua stessa sorte. Un’idea che probabilmente avrebbe un impatto sulla quiete del luogo peggiore di quello prodotto al momento dal nugolo di oche che passeggiano vicino alle antiche mura. E che, a giudicare dalla petizione, non disturbano i giovani studenti, che anzi trovano i palmipedi di compagnia e sono abituati a vederli gironzolare. Un piacere non condiviso dagli inservienti, costretti a rincorrere gli animali o a inseguirli tra vialetti e prati per raccogliere le deiezioni. In modo da lascianre i giardini puliti e comodi, per gli allievi che cercano uno spazio agreste dove riposare e studiare.
e questo è il link all'articolo del Guardian dell' 11 marzo

mercoledì, febbraio 15, 2017

Le oche lombardelle si preparano a lasciare le foci dell'Isonzo


Sono oltre 4000 le oche lombardelle che, arrivate dalla Siberia,  stanno trascorrendo l'inverno sulle rive delle foci dell'Isonzo.  Alle prime luci dell’alba, dopo aver trascorso la notte in mare, scendono nei campi per alimentarsi in questo lembo del Friuli Venezia Giulia, nella Riserva naturale regionale Foce dell'Isonzo
Il maggior numero di oche è all' Isola della Cona, un ambiente intatto, ideale per la sosta invernale dei palmipedi.


Ma non ci sono solo le Lombardelle in questo accogliente laguna si stima che le oche in attesa di ripartire siano in tutto oltre 6000.
In questi giorni stanno facendo le prove generali per il lungo volo che le attende.
Alcune faranno un viaggio più breve, torneranno nella Repubblica Ceca, in Ungheria, in Germania o in Polonia. Per le Oche lombardelle e per l'Oca lombardella minore  invece la strada  sarà più lunga, infatti dovranno arrivare nelle zone sub -artiche della Russia.
Poterle ancora vedere, in questi giorni all'Isola della Cona  è un'occasione da non perdere.




Acquerello

Me ne sono innamorata a prima vista
Atmosfera rarefatta, algida.
Queste oche canadesi sono velate da una nebbia monocroma che ci fa solo immaginare un paesaggio aperto
Qui trovate il link all'immagine originale che ho dovuto catturare per poterla inserire in questa pagina
Il nome della pittrice è Clara Fruggeri

sabato, dicembre 17, 2016

L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang


il libro di Laura Scaramussino si intitola "L’uomo che salvava le anatre e inseguiva il Big Bang"


parla di un uomo speciale, Ludovico Marchisio, che da persona reale diventa personaggio, poesia, mito, simbolo: è un uomo a contatto con se stesso, con la Natura e con l’universo, con l’anatra e il big bang, bella metafora per un affascinante libro dal titolo apparentemente curioso.


giovedì, dicembre 15, 2016

alla foce del Roja è tornata l’anatra mandarina


Anche se a prima vista non sembra, questo bellissimo volatile è un'anatra. Mandarina.


La notiziola viene da Ventimiglia, non fa scalpore, ma rallegra:
C’è chi dice che non se ne vedevano più da almeno trent’anni e chi giura di averli avvistati un paio di anni fa. La cosa certa, però, è che per un determinato periodo questa particolarissima specie era sparita ed ora, invece, si può di nuovo ammirare alla foce del fiume Roja: si tratta dell’anatra mandarina (Aix galericulata), un variopinto uccello acquatico molto diffuso in Giappone e in Gran Bretagna.
Una foto di Enrico Carta, pubblicata sulla pagina Facebook “Natura Intemelia” ha fatto “impazzire” gli appassionati, che hanno salutato con gioia il ritorno dell’anatra mandarina.
I maschi di Anatra Mandarina, come quello fotografato a Ventimiglia, hanno un aspetto complessivamente “dorato”. Presentano una lunga cresta di colore blu, verde e rame, che si ripiega sul collo. Gli occhi neri sono circondati da piume bianche, che si assottigliano fino a formare una linea che accompagna la cresta. Il resto del volto presenta piume di colore arancio tenue, che sfumano verso un colore più dorato formando una criniera attorno al collo. Queste piume sono più corte sotto al mento e più lunghe nella parte posteriore del collo.
L’habitat naturale di questo volatile consiste in paludi, corsi d’acqua e specchi d’acqua in aree boschive. Uccello dalla grande personalità, l’anatra mandarina può risultare vivace e comica Le sue ali sono piuttosto larghe, rispetto alla loro taglia: questo la rende capace di levarsi in volo rapidamente dall’acqua, in caso di pericolo. Grazie alle ampie ali, le anatre mandarine sono in grado di volare rapidamente in mezzo agli alberi.

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